Un bastimento carico di storie

La nave fantasma abbandonata al largo delle coste birmane potrebbe essere lo scenario o l’inquietante protagonista delle infinite, oscure storie che si intrecciano tra i mari, i fronti dei porti e le coste di tenebra del Sud-est Asiatico
22 SET 18
Ultimo aggiornamento: 14:33
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“Tutte le stelle lassù, nella chiara notte bengalese, tracciano la loro lenta traiettoria immutabile. Il tempo è come una dolce materia trattenuta in mezzo al dialogo. Si parla di navigazioni, di avventure nei porti clandestini, di carichi preziosi, di morti infami e di grandi carestie. Il solito”. Così scrive Alvaro Mutis in una delle sue storie.
La nostra storia si svolge dove inizia quella di Mutis. Il solito, appunto: nel Golfo del Bengala, aperto tra Thailandia, Birmania, Bangladesh e l’indiano Bengala Occidentale. In quelle acque, circa un mese fa, dei pescatori birmani hanno scoperto una nave portacontainer, malridotta, vuota e deserta, mezza arenata sulla costa della regione di Yangon. Quella zona, tra isole e lingue di sabbia che appaiono e scompaiono con le maree, foreste che si spingono in mare, mangrovie e banchi di fango, da migliaia d’anni è un santuario di miti e leggende. Inevitabile, dunque, che quella nave divenisse subito un inquietante vascello fantasma popolato da spiriti in cerca di vendetta. Ma, come spesso accade, questa nuova leggenda è ben presto scomparsa, come le isole con la marea. Il mistero è stato risolto dopo una rapida indagine delle autorità locali. La nave, la Sam Ratulangi PB 1600, una portacontainer battente bandiera indonesiana costruita nel 2001 lunga 117 metri e 18217 tonnellate di stazza lorda, era andata alla deriva dopo che, durante una tempesta, si erano rotti i cavi di traino di un rimorchiatore che la stava trasportando a un cantiere di demolizioni navali di Chittagong, in Bangladesh.
Là, oltre la linea segnata dalla bassa marea sono allineate decine di navi di ogni tipo e stazza, posate sui bassi fondali, le ancore in bando. Alcune sono già sezionate, tagliate a compartimenti. Tra i pezzi formicolano uomini ormai indistinguibili dall’ambiente che li circonda. Ci sono anche ragazzi, alcuni poco più che bambini. Ma qui l’alternativa può essere molto peggiore. Le regole morali si disintegrano e trasformano come le navi.